Scroll to top
SCARICA IL NUOVO CATALOGO 2018
it

La coltivazione in vaso e fioriera anche di grandi dimensioni può essere condotta utilizzando un SUBSTRATO DI COLTIVAZIONE cioè svariati tipi di terriccio e materiale drenante di fondo indipendentemente dal tipo e materiale in cui è costruita la fioriera; il substrato di coltivazione ha la funzione di mantenere eretta e sostenuta la pianta e offre il nutrimento della stessa.

Dal terriccio la pianta riesce ad estrarre gli elementi nutritivi necessari al suo ciclo di crescita, se invece si adottasse un substrato di coltivazione come l’argilla espansa, che non rilascia elementi nutritivi, si dovranno addizionare elementi nutritivi (vedere le tecniche idroponiche).

Le piante necessitano di INNAFFIATURE ricorrenti e svariate sono le tecniche di innaffiatura. Osservando la natura si potranno prendere importanti spunti.

Semplifichiamo: per far crescere rigogliosa la nostra pianta serve nutrimento e acqua.

Proviamo quindi ad identificare tutte le tecniche di coltivazione in vaso classificandole in base al tipo di substrato di coltivazione e alla tecnica di apporto dell’acqua.

 

I metodi di coltivazione si dividono in:

(T)          coltivazione in un substrato di terriccio (la tradizione),

(AE)       coltivazione in un substrato di argilla espansa (o altro substrato inerte) abbinata ad irrigazione addizionando elementi nutritivi.

 

A seconda di come si irriga cambia il modo di alimentare la pianta:

(IA)        irrigazione dall’alto bagnando il terriccio (la tradizione),

(IB)         irrigazione dal fondo senza bagnare il terriccio (o substrato in argilla espansa).

Combinando la scelta del substrato di coltivazione e del metodo di irrigazione sopra

 

elencati si ottengono tutti i diversi tipi di coltivazione possibile in vaso: alcuni ideali per un certo tipo di piante, altri per coltivazioni intensive di ortaggi….

Qui di seguito un pratico schema che riassume i metodi di coltivazione più diffusi e significativi.

Nel nostro manuale troverete tutti gli approfondimenti utili per ottenere il migliore risultato con ognuna delle tecniche esposte, sapendo che le si potranno mettere tutte in pratica con i vasi e fioriere Modularte: l’abbinamento di eleganti finiture e design delle fioriere alle più moderne tecniche di coltivazione in vaso rappresenta una vera novità per il settore.

Per poter comprendere bene lo schema qui esposto si consideri che la pianta ha bisogno di:

  • nutrimento e questo lo ricava dal terriccio o dagli integratori disciolti nell’acqua,
  • acqua per tutte le funzioni vitali apportata con innaffiature,
  • sostegno per ergersi e crescere in altezza (la consistenza del substrato in cui cresce).

Ne deriva quindi che combinando il tipo di substrato di coltivazione (che offre anche il sostegno della pianta) e il metodo di irrigazione si possono ottenere svariate tecniche.

Lo schema qui sotto va proprio letto in questa ottica: per esempio se si combina il substrato TERRICCIO con INNAFFIATURA DALL’ALTO si ottiene la tecnica tradizionale(T+IA), mentre se si utilizzasse come substrato solo ARGILLA ESPANSA e IRRIGAZIONE DAL BASSO si ottiene la tecnica (AE+IB) conosciuta come idrocoltura passiva.

 

Quindi nella lettura del grafico si possono identificare svariate tecniche.

Le fioriere MODULARTE non sono solo eleganti, modulari e di fine design,
sono anche le più avanzate in termini di tecniche di giardinaggio

Oltre a consentire al giardiniere di scegliere liberamente la tecnica di giardinaggio preferita, offrono svariate possibilità di regolazione, adattamento e applicazione di accessori.

Qui presentiamo solo alcuni dettagli costruttivi e d’uso delle fioriere MODULARTE per poi poterle approfondire nel capitolo dedicato.

Dallo schema qui esposto si evidenzia che per fioriere all’esterno:

  • si utilizza terriccio universale quale substrato di coltivazione,
  • sul fondo si posa uno strato di argilla espansa
  • l’irrigazione avviene dal basso alimentando la riserva d’acqua di fondo con tubo in dotazione
  • lo scarico di troppo pieno oltre a determinare la quantità d’acqua in riserva ne scarica l’eccesso

Di seguito si presenta una panoramica molto ampia delle tecniche di giardinaggio in vaso in uso cercando di ricondurle allo schema riepilogativo qui esposto e individuandone vantaggi e svantaggi

Design e
coltivazione in vaso: tradizionale o idroponica

T + IA = coltivazione in terriccio e irrigazione dall’alto(la tradizione in vaso)

Questo metodo tradizionale consiste nel mettere a dimora la pianta in un substrato di terriccio universale, sul fondo del vaso c’è un foro di scarico dell’acqua di drenaggio e sotto al vaso si mette un sottovaso per contenere l’acqua di scarico.

E’il metodo di coltivazione più tradizionale, che da sempre utilizziamo e che spesso ha portato a perdite di piante per eccesso di innaffiatura o mancanza d’acqua nel periodo estivo.

Molti pensano di non avere il pollice verde proprio perché non riescono a comprendere se si innaffia troppo o poco.

Questo metodo tradizionale funziona bene quando si ha una buona esperienza (si sente con il dito se il terriccio è umido) e quando si ha il tempo di innaffiare ogni settimana o anche intervalli minori. Quando mancano questi due requisiti fate attenzione.

Quasi sempre si perdono piante perché si innaffia troppo, bagnando in modo eccessivo il terriccio si crea ristagno d’acqua nel sottovaso e nel vaso stesso

Se poi come avviene negli uffici e ambienti di lavoro la manutenzione e innaffiatura avviene ogni 15 giorni o ogni mese (o quando si va in vacanza per un mese) il terriccio si seccherebbe e la pianta soffrirebbe.

La pianta riesce a sfruttare solo l’acqua che bagna il terriccio e non quella che scende velocemente dilavando il terriccio stesso, impoverendolo e portando certi preziosi elementi nutritivi sul fondo del vaso e quindi non assorbibili dalle radici delle piante.

La controindicazione principale dell’uso del sottovaso su un terrazzo è la presenza di acqua stagnante nel sottovaso che offre un ambiente ideale per le zanzare che vi deporranno le uova; l’unico modo di evitarlo è l’eliminazione del sottovaso.

T + AE + sottovaso = terriccio, irrigazione dal basso, sottovaso con argilla espansa

Normalmenteconsideriamo il sottovaso come una “padella” da mettere sotto il vaso (o portavaso contenitore esterno alto), in modo che non si sporchi il pavimento con calcare e residui di terriccio.

La funzione del sottovaso con la irrigazione dal basso consiste nel creare una riserva d’acqua alla base del vaso.

Quando innaffiamo le piante in vaso, come sempre dall’altosi inzuppa il terreno o si creano percorsi preferenziali, l’acqua arriva al fondo senza inumidire tutto il terriccio del vaso.

Una parte di questa acqua se ne va dal foro del vaso, una parte viene trattenuta dal terriccio inumidendosi ed in parte evapora.

A seconda della stagione anche più della metà dell’acqua di innaffiatura verrà persa.

In natura le piante riescono ad assorbire l’acqua di cui necessitano principalmente dal basso; pensiamo al caso dei parchi urbani dove magari per 30-40 giorni non piove e dove non c’è l’impianto di irrigazione: le piante assorbono umidità dalle radici profonde che per capillarità ricevono umidità dagli strati più profondi del terreno.

Se riempiste il sottovaso (possibilmente alto 5-6 cm) di argilla espansa e dentro vi infilaste il vaso con svariati buchi e dentro al vaso stesso sul fondo metteste argilla espansa, potreste innaffiate direttamente dentro al sottovaso (subirrigazione, cioè irrigazione dal basso).

In questo modo potreste ricreare le condizioni su cui si fondano le tecniche di subirrigazione trattatenei prossimi paragrafi.

L’acqua del sottovaso entra nel fondo del vaso, l’argilla espansa nel fondo del vaso assorbe l’acqua e per capillarità la cederà al terriccio sovrastante.

In questo modo possiamo innaffiare dal sottovaso (subirrigazione) dopo che la pianta ha propagato le radici in prossimitàdel fondo del vaso, ne deriva quindi per i primi 2-3 mesi dall’invaso dovrete innaffiare anche dall’alto per dar modo alle radici di cresce e raggiungere il fondo, poi in seguito potrete innaffiare dentro al sottovaso.

E’ questa una tecnica sicuramente migliore del caso precedente, però anche in questo caso avremo ristagno d’acqua e umido nel sottovaso che un ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare.

T + AE + IB = coltivazione in terriccio con fondo di argilla e irrigazione dal basso

SUBIRRIGAZIONE con riserva d’acqua: la piante assimila l’acqua dal basso. Si avvicina alle tecniche di idrocoltura, però il substrato di coltivazione superiore è terriccio e non solo argilla espansa (materiale inerte) e si innaffia con acqua senza aggiungere nutrimento perché gli elementi nutritivi sono presenti nel terriccio stesso.

E’ il metodo di coltivazione che può semplificare di molto la vita, poca manutenzione e non necessariamente costante nel tempo. Ideale per i vasi in casa, quindi con indicatore di livello e senza scarico di troppo pieno.

Questo metodo consiste nel mettere a dimora la pianta inserendo sul fondo del vaso o fioriera un pannello in plastica che consente allo spessore di argilla espansa che si mette sul fondo di assorbire l’acqua della riserva che si crea sul fondo e portarla per capillarità alle radici che affondano nel terriccio. Le radici ricevono l’acqua dal basso (fondo del vaso) come avviene in natura, quindi cresceranno in modo bilanciato andandosi a posizionare nello strato di terriccio che riceve sufficiente umidit per capillarità.

Le radici crescono bene dove trovano terriccio umido da cui ne traggono il nutrimento.

Il fondo del vaso (non ha foro di scarico nell’uso per interni perché l’acqua viene addizionata solo con innaffiatura e non con la pioggia) ha una riserva d’acqua solitamente sufficiente per almeno un mese di vegetazione. E’ comunque consigliabile dopo 3-4 settimane lasciare la pianta senza acqua sul fondo per dare modo alle radici di ossigenarsi bene.

Il metodo di innaffiatura dal basso (subirrigazione), grazie alla risalita dal basso per capillarità dell’umidità garantirà umidità costante e omogenea nel tempo, quindi condizioni ideali per la crescita delle piante.

L’ossigenazione delle radici è importante e avviene grazie al fatto che l’argilla espansa (granuli di circa 1 cm di diametro) lascia passare aria tra un granello e l’altro.

Il controllo del livello dell’acqua presente nel fondo di riserva si esegue con un indicatore (con galleggiante) inserito all’interno del carter del vaso posizionato in un angolo; l’innaffiatura la si eseguirà proprio da questo carter in angolo, in questo modo si porterà l’acqua in riserva sul fondo senza dilavare il terriccio e obbligando le radici a ricevere l’acqua dalla base come in natura.

Metodo particolarmente indicato per innaffiare una sola volta al mese.

Per vasi in casa il livello lo si controllerà con un indicatore di livello con galleggiante, mentre invece i vasi posizionati sul terrazzo dovranno avere un foro di troppo pieno per scaricare l’eccesso di acqua in riserva (di innaffiatura o meteorologica).

AE + IB = coltivazione in argilla espansa e irrigazione dal basso = IDROCOLTURA PASSIVA

Con i metodi in idrocoltura (coltivazione denominata anche con il termine “idroponica”) le piante non ricevono il nutrimento dal terriccio, bensì dall’acqua a cui si è addizionato il nutrimento (liquidi o granuli disciolti in acqua = soluzione nutritiva). Con l’aggettivo “passiva” si indica il fatto che l’acqua dal fondo sale alle radici per capillarità, mentre con i sistemi “attivi” l’acqua (soluzione nutritiva) viene fatta circolare con una pompa, quindi irrigando le radici più volte ogni ora (tecnica usata principalmente nella coltivazione di ortaggi).

La coltivazione in idrocoltura PASSIVA è sostanzialmente come la tecnica precedente vista sopra con la variante però che il substrato è rappresentato solo da argilla espansa che essendo un materiale inerte necessita che si innaffi addizionando elementi nutritivi (scelti a seconda del tipo di pianta – fatevi consigliare da un esperto, tanti sono gli additivi in commercio).

Anche in questo caso qualche giornosenz’acqua sul fondo ogni mese garantirà l’ossigenazione delle radici per il benessere della pianta.

Metodo particolarmente indicato per innaffiare una sola volta al mese; metodo molto usato negli ambienti pubblici e uffici dove la manutenzione viene affidata il appalto (interventi una volta al mese).

Rispetto al metodo precedente addizionando l’acqua con elementi nutritivi si ha sotto controllo totale la crescita della pianta.

In entrambe i casi non si devo usare concimi naturali, questi possono portare parassiti e non riuscireste a controllare bene l’apporto nutritivo.

Si può coltivare in idrocoltura passiva sia con in mono vaso, sia in doppio vaso, ideale per poter estrerre la pianta per manutenzioni e pulizia e controllo del fondo.

AE + IA + pompa =ricircolo con pompa e irrigazione dall’alto = IDROCOLTURA ATTIVA

La tecnica si fonda su: irrigazione con soluzione nutritiva e posa a dimora della pianta in substrato completamente in argilla espansa (l’argilla non apporta nutrimento serve solo per sorreggere la pianta e lasciare aria tra un granello e l’altro: ottima ossigenazione delle radici).

In questo caso però anziché alimentare le radici per capillarità (come nel caso passivo con la risalità per capillarità) si aziona la pompa di ricircolo (4-8 volte al giorno per esempio per alcuni minuti): la soluzione nutritiva viene pompata alla sommità del vaso e le radici ricevono una doccia di soluzione nutritiva, mentre l’argilla lascia passare bene l’aria consentendo ad ogni irrigazione una efficace ossigenazione.

E’ necessario fare esperimenti e prove per trovare un programma ideale di pompaggio che si adatta al proprio ambiente e tipo di piante.

Metodo ideale per la coltivazione di ortaggi sui balconi e terrazzi, dove si vuole ottenere il miglior risultato in pochissimo tempo (anche 2-3 raccolti all’anno).

Da no usare per la coltivazione di piante da appartamento dove non sono necessari cicli di crescita particolarmente spinti.

Tecnica consigliate a persone esperte  perché è necessario conoscere bene gli additiivi e i tempi di  pompaggio ideali.

AE + IB + pompa + vassoio di allagamento =IDROCOLTURA ATTIVA flusso/deflusso

Ci sono in idrocoltura attiva altri metodi sempre funzionanti con l’ausilio di una pompa come il caso qui esposto (metodo flusso e riflusso o anche detta per innondazione = E&F in inglese).

La  soluzione nutritiva viene pompata tramite una pompa di ricircolo, dalla riserva sul fondo al

vassoio di allagamento su cui si appoggiano le radici che fuoriescono dal vaso contenitore della pianta; il vassoio si allaga fino al livello e un foro piccolino lascerà  scaricare lentamente l’acqua verso il fondo di accumulo, da cui verrà poi di nuovo pompata al vassoio di allagamento.

Raggiunto il livello di scarico, la soluzione defluirà dal contenitore fino al serbatoio,

Quando la pompa viene spenta, l’acqua di scarico tornerà completamente nel serbatoio.

Il vantaggio principale di questa tecnica è l’ottima ossigenazione delle radici della pianta, le quali dopo ogni inondazione restano all’aria e protette dentro la fioriera: intervallare sistematicamente nel tempo acqua con elementi nutritivi (inondazione) e aria si stabiliscono condizioni ottime per avere crescita veloce delle piante (ideale per ortaggi, non per piante da appartamento).

Continuando nella implementazione di tecniche così avanzate si arriva alle tecniche di coltivazione indoor a livello industriale di ortaggi. Quindi tecniche non utilizzabile per piante ornamentali e da terrazzo.

T + AE + IB = VASI CON RISERVA D’ACQUA E ASSORBIMENTO CON STOPPINO

Il sistema consiste in un doppio vaso: un vaso esterno che contiene tutto e funge anche da serbatoio dell’acqua sul fondo, dentro questo si inserisce un vaso con terriccio, pianta e argilla e dal fondo fuoriescono dal vaso dei pezzi di corda di nylon (anche detti stoppini).

Metodo indicato per piante di appartamento o anche in esterno e per vasi piccoli.

L’apparato radicale assorbe la giusta quantità di acqua richiesta dalla pianta stessa; attenzione l’apporto di acqua per capillarità dello stoppino di nylon dipende molto dal tipo di stoppino, più i filamenti che compongono lo stoppino sono vicini tra loro, maggiore sarà la capacità di capillarità.

La capienza del serbatoio (fondo del vaso contenitore) può consentire l’innaffiatura una volta al mese.

Con questo sistema si evitano dannosi ristagni d’acqua sul fondo del vaso che contiene la pianta dovuti ad un eccessivo innaffiamento in altri sistemi: qui il vaso interno che contiene la pianta non è immerso nella riserva d’acqua.

Questa tecnica è la stessa che alcuni utilizzano quando si va in vacanza.

Si mettono 2-3 stoppini di materiale assorbente da un secchio d’acqua alla pianta: piano piano l’acqua per risalita inumidirà lo stoppino e questo a sua volta manterrà umido il terriccio.

Per mancanza di aerazione alle radici delle piante esiste il rischio di marciume all’apparato radicale, proprio perché gli stoppini forniscono costantemente acqua, quindi è consigliabile miscelare il terriccio al  20-30% di argilla espansa e di lasciare senza acqua il vaso 4-5 giorni al mese.

Related posts